Località ospitanti

I comuni che ospiteranno il Race Village Appenninica saranno paesi di media montagna, località termali e borghi medioevali. Ciascuna località sarà unica a modo suo, indimenticabile e contornata dalla bellezza di parchi, montagne,  laghi e dal calore dell’ospitalità emiliano-romagnola.

“Senza la disponibilità e la partecipazione attiva di queste comunità, Appenninica non avrebbe una casa e la possibilità
di diventare una gara di riferimento nel panorama MTB internazionale.
Ad esempio il gran finale sarà a Bagno di Romagna, già tappa del Giro d’Italia 2017.”

Milena BettocchiOrganizzatrice Appenninica MTB Stage Race

In questa pagina trovate i paesi che ospitaranno al prima edizione di Appenninica MTB stage race.

Abbiamo pensato di indicarvi alcune caratteristiche significative di ognuno degli accoglienti paesi nei quali sarete ospitati. Potrete approfondire le informazioni circa l’accoglienza e l’offerta turistica del territorio seguendo i link alle pagine di ogni paese.


BERCETO (PR)

1) Da non perdere: Le  antiche origini  LONGOBARDE di Berceto di cui sono testimoni preziosi il Duomo, le opere d’arte conservate al suo interno, il borgo con i suoi edifici andichi e le strette vie e sopratutto al VIA FRANCIGENA MEDIEVALE, che da Berceto collegava la Pianura Padana con la Toscana e Roma.

2) Piatto o prodotto tipico: il fungo porcino rappresenta un prodotto di eccellenza e per questo non si possono non gustare i tortelli di patate con sugo di funghi porcini!

 

3) La storia: Premio letterario LUIGI  MALERBA:   Luigi Malerba, noto scrittore, nasce nel 1927 a Berceto, dove la sua famiglia possedeva delle terre.Per onorare la sua memoria è stato fondato il Premio Luigi Malerba con sede a Berceto e a Roma dove ha vissuto.

http://www.bercetocomunitaospitale.it/esplora


CASTELNOVO NE’ MONTI (RE)

1) Da non perdere: LA PIETRA di BISMANTOVA è un massiccio roccioso dall’inconfondibile ed isolato profilo a forma di nave che contraddistingue il paesaggio vicino al paese. Con una lunghezza di 1 km, una larghezza di 240 m ed un’altezza di 300 m, sull’altopiano che le fa da base, è un gigante che da il benvenuto a Castelnovo, già visibile da molto lontano.

2) Piatto e prodotto tipico: l’ ERBAZZONE REGGIANO è una tipica specialità gastronomica anche detto scarpazzone, dal reggiano scarpasòun, perché, nella sua preparazione, le famiglie contadine più umili usavano anche il fusto bianco, cioè la scarpa, della bietola. L’erbazzone è una torta salata composta da un fondo di pasta ripieno di un impasto di bietole lesse e insaporite con uovo, scalogno, cipolla, aglio e tanto Parmigiano Reggiano.

3) La storia: La Pietra di Bismantova viene citata da Dante Alighieri nel quarto canto del purgatorio nella Divina Commedia. Secondo alcuni commentatori il poeta avrebbe visitato personalmente il luogo nel1306, mentre si recava da Padova alla Lunigiana, e ne avrebbe tratto ispirazione per la descrizione del Monte del Purgatorio.

http://www.appenninoreggiano.it/

https://it-it.facebook.com/MM0409Mauro/


FANANO (MO)

Fanano

1) Da non perdere: Fanano è un comune di montagna, immerso nella natura situato nel Parco dell’Alto Appennino Modenese, sito ai piedi del massiccio del Monte Cimone (m. 2165, la cima più alta di tutta Appenninica mtb stage race) con un territorio la cui altitudine varia dai 600 ai 2165 s.l.m.

2) Piatto o prodotto tipico: il MIRTILLO FRESCO, che potrete prendere in grande quantità in tutte le bancarelle dei produttori e dei negozi di frutta e verdura. Non si possono non assaggiare questi frutti delizioni dopo aver pedalato proprio nei sentieri di crinale tra sterminati campi di mirtilli!

3) La storia: La storia di Felice Pedroni (Felix Pedro 1858 -1910), pioniere nato nel Comune di Fanano che, nell’era dei cercatori d’oro, contribuì alla fondazione e diventò il presidente del nuovo Distretto minerario di Fairbanks (Alaska), fondato l’8 settembre 1902 proprio nella sua baracca. Storia avventurosa e affascinante.

Felice Pedroni

http://www.fanano.it/index.php/it/


ALTO RENO TERME (BO) – PORRETTA

Alto Reno Terme

1) Da non perdere: il Parco dei Laghi di Suviana e Brasimone si estende nel settore centrale della montagna bolognese, intorno ai due ampi bacini, realizzati a partire dai primi del Novecento. E’ una sosta di relax ideale, tra il fresco dei boschi misti di querce, faggete e conifere che circondano i due laghi.

2) Piatto o prodotto tipico: Tagliatelle al ragù Bolognese, che dire?! Tutti sanno di cosa si tratta, uno dei piatti più caratteristici della buona cucina italiana.

Tagliatelle alla bolognese

3) La storia: le Terme di Porretta hanno oltre 2000 anni e la leggenda narra che fu grazie ad un bue ammalato, ormai incapace di reggere l’aratro e lasciato libero dal suo padrone, che vennero scoperte le proprietà delle acque: il bue, in uno dei suoi peregrinaggi, si dissetò alla Fonte termalee ritrovò il suo vigore. Da allora il bue guarito, è l’emblema delle Terme di Porretta, che sono una meta classica del turismo termale dell’Emilia Romagna.

Porretta Terme Helvetia

http://www.discoveraltorenoterme.it/

http://www.reno-valley.com/App/index.html


SANTA SOFIA (FC)

1) Da non perdere: Santa Sofia siede lungo il fiume Bidente che scorre armonico e lungo il quale è presente un bel parco fluviale che diventa sia oasi di tranquillità che una scusa per una passeggiata. La città è all’interno del parco nazionale Foreste del Casentinese – che si sviluppa sia sul lato Romagnolo che su quello Toscano dell’Appennino – ed inoltre a poca distanza si trova la diga e lago di Ridracoli che sicuramente merita una visita.

2) Piatto o prodotto tipico: TORTELLI ALLA LASTRA. Piatto tipico di questa porzione di Appennino è il tortello alla lastra, un particolare tortello formato da una sottile sfoglia di acqua e farina, farcito all’interno con un saporito ripieno di zucca e patate o di erbe selvatiche, tradizionalmente cotto su una lastra di pietra arenaria.
Ad accompagnarlo, per i più golosi, affettati e salumi, come la “salsiccia matta” (al cui interno, oltre alle carni usate per la salsiccia, si trovano anche frattaglie e parti meno nobili, insaporite con aglio e sangiovese) o il tipico formaggio raviggiolo.

3) La storia: Premio Campigna. Da oltre 50 anni, a Santa Sofia si tiene il Premio Campigna, manifestazione dedicata all’arte contemporanea. Uno dei protagonisti del Premio, negli anni, è stato Mattia Moreni, di cui molte opere sono conservate presso la Galleria d’Arte moderna “Vero Stoppioni. Al premio è legata la creazione nel 1992 nell’alveo del fiume Bidente, di un Parco di sculture all’aperto, raggiungibile dal centro di Santa Sofia con una passeggiata nel nuovo parco fluviale. Tra le sculture si possono segnalare l’Ulisse dei coniugi Anne e Patrick Poirier, Il Nido di Giuseppe Maraniello e le grandi opere di Staccioli, Mattiacci, Favelli.

http://www.visitsantasofia.it/it/


BAGNO DI ROMAGNA (FC)

1) Da non perdere: Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna copre un’area di circa 368 km2 equamente divisa fra l’Emilia Romagna e la Toscana, da Forlì-Cesena, ad Arezzo e Firenze. Si estende lungo la dorsale appenninica tosco-romagnola, ed è una delle aree forestali più pregiate d’Europa, che nasconde all’interno centri abitati ricchi di storia e di testimonianze artistiche e architettoniche, come l’Eremo di Camaldoli.

2) Piatto o prodotto tipico: piatto povero dalla tradizione antica: I TORTELLI ALLA LASTRA. Quando c’era poco a disposizione, ecco un ingegnoso ed economico piatto unico, popolarissimo ancor oggi nell’alta valle del Savio e in tutta la fascia dell’ Appennino tosco-romagnolo. Si basa su ingredienti sempre disponibili nell’orto o nelle campagne.
Il  “compenso” o impasto è infatti ottenuto, a seconda delle stagioni, con patate, zucche, erbe di campo insaporite con pancetta o lardo, spinaci uniti a ricotta o raviggiolo, patate e zucca in parti uguali o con aggiunta di cavoli o di ottime “carline”.
I tortelli sono un pasto completo che richiede solo un bicchiere di vino. Ottimi anche freddi, durano più giorni.

3) La storia: Bagno di Romagna deve origine, nome e sviluppo alle sue acque calde, le cui virtù benefiche – già note ai Romani – sono esaltate da 3 centri termali, da beauty farm e centri benessere. Gli antichi consideravano di origine divina le acque termali di Bagno di Romagna, dono prezioso e salutare delle profondità misteriose della terra.

http://www.bagnodiromagnaturismo.it/